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LA CAMERA CONFERMI IL TESTO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO APPROVATO DAL SENATO

10 Aprile 2009

Il disegno di legge recentemente approvato dal Senato deve essere confermato esattamente anche dalla Camera. I Deputati del Popolo della Libertà non devono farsi confondere le idee da Gianfranco Fini, che ha deciso – sui temi eticamente sensibili- di non tenere una posizione super partes ma è intervenuto pesantemente su questi temi a partire dal Congresso di fondazione del partito del Popolo della Libertà, proponendosi come fautore di una destra laicista, illuminista, molto distante dalle posizioni dei popolari europei.

Una destra che guarda al modello francese, gollista. Non è un caso che proprio il governo gollista di Sarkozy sia stato recentemente in prima fila negli attacchi virulenti al Santo Padre sul tema della lotta all’Aids. Francamente è molto difficile seguire l’ex segretario del Movimento Sociale Italiano nelle sue elucubrazioni su laicità e Stato etico.

Che c’entra con il testo legislativo approvato a Palazzo Madama dove si tratta di idratazione e alimentazione, che sono stati definiti, e giustamente da un punto di vista medico e scientifico, come mezzi di "sostegno vitale", che cioè sostengono, mantengono funzioni del corpo stabili e in atto e come tali non costituiscono accanimento terapeutico, a prescindere dalla via attraverso la quale sono effettuati. Questa non è un’enunciazione di fede, questi pronunciamenti non si trovano nei catechismi o nei documenti episcopali.
Che c’entra lo stato etico?

Forse Fini ha qualche problema con la sua storia, con il suo back-ground politico culturale.
Un esempio di stato etico infatti era quello Fascista: una forma istituzionale, teorizzata in precedenza dai filosofi Hobbes ed Hegel, in cui l’istituzione statuale stessa è il fine ultimo cui devono tendere le azioni dei singoli individui, nonché la realizzazione concreta del bene universale
Il filosofo idealista Hegel aveva definito lo stato "sostanza etica consapevole di sé". La dottrina hegeliana affermava che lo stato è fonte di libertà e norma etica per il singolo. La condotta dello stato, quindi, non può essere oggetto di valutazioni morali da parte dell’individuo: lo Stato si pone fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male.
Tutto questo cosa c’entra con una legge che intende tutelare la vita umana e la salute? Che vuole difendere i soggetti deboli, i disabili gravi, dal rischio dell’eutanasia? Una legge che garantisce politiche sociali ed economiche volte alla presa in carico del paziente, in particolare dei soggetti incapaci di intendere e di volere (Art.1 comma2, Art 5).
Per questo occorre che i Deputati della Camera non si facciano ingannare da Fini, dalle sue definizioni inappropriate, e proseguano con coraggio l’iter della legge.
Sappiano che in tale modo faranno una buona legge per i loro concittadini, e contrariamente a quanto asserisce il politico della destra illuminista e giacobina, non verranno meno alla laicità dello Stato, anzi: uno Stato veramente laico è quello rifugge da qualsiasi mitologia ufficiale o  ideologia di Stato; uno Stato laico è imparziale rispetto alle differenti religioni e ideologie presenti al suo interno, e garantisce l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini, senza discriminarli sulla base delle loro convinzioni e fedi. Essere imparziale tuttavia non significa essere indifferenti o sordi alle istanze che vengono poste e proposte dal senso religioso con cui si guarda alla realtà. Oggi il rischio concreto è invece che dei cittadini vengano discriminati sulla base della propria fede, e che si voglia chiudere la bocca ai cattolici su materie importanti per tutta la società. Uno Stato veramente laico, ma non laicista,  riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini: libertà di pensiero, di parola, di riunione, di associazione, di culto. Il laicismo, invece, é l’atteggiamento da parte dello Stato volto a limitare le religioni nell’ambito privato, fatto che, secondo chi sostiene tale distinzione, costituirebbe una volontaria o involontaria repressione (vedi anticlericalismo). In paesi considerati laicisti, come la Francia, lo Stato ha il diritto di riconoscere o non riconoscere la liceità di una religione. I laicisti, secondo questo uso del termine, vorrebbero escludere dalle scelte pubbliche, e a volte dal dibattito pubblico, argomenti di origine religiosa, o argomenti difesi da esponenti ufficiali delle religioni. Per il cattolico la fede è un fatto pubblico che implica un impegno quotidiano e relazioni con gli altri; relazioni che sono, talvolta, anche "politiche", ossia comportano la ricerca del bene comune di una comunità. E’ il caso del provvedimento di legge in discussione, che è stato elaborato tenendo presente il bene dei cittadini, la dignità della persona umana.
Su questa legge si gioca una partita importantissima, una partita di civiltà.

 

PAOLO GULISANO, Medico, scrittore, Presidente CAV di Lecco

 

 

(tratto da www.pontifex.roma.it)

  1. 27 Maggio 2009 a 16:09 | #1

    Sono Armando quel ragazzo a cui ha dedicato il suo libro di Pio IX a Roma, mi ha detto Fabrizio (Militia Cristi) che oggi era il suo compleanno, nel giorno di Sant’ Agostino, allora le volevo fare gli auguri e intanto le segnalo il mio Blog, se le piace può metterlo tra i preferiti, io farò altrettanto.Per identificare il commento devo scrivere la parola: “Zara”, che strano:-) Le auguro ancora felici giorni, spero di poterla ascoltare presto; ho saputo che ha scritto un libro su Oscar Wilde, molto interessante in tempi di gay pride e letture a Sanremo.Buona giornata

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